Storia

caveiaokSulla scorta delle ricostruzioni storiche condotte da Bevione, Molino, Valsania, in parte contenute nel prezioso lavoro: ” TRA TERRA E CIELO: I COLORI DELL’ABITARE A MONTA’. PIANO DEL COLORE DEL COMUNE DI MONTA'”, è possibile desumere le seguenti informazioni:

– intorno all’inizio dell’Ottocento l’edificio probabilmente esisteva già, costruito negli spazi interni delle fortificazioni ed in particolare in prossimità di uno dei più antichi accessi dell’abitato: l’attuale Vicolo San Giovanni. Le case, compatti isolati al di sopra delle scarpate (“rocche”) di Montà, costituivano la “Contrada Maestra”, che trovava il suo asse viario principale proprio nel tratto di strada che tutt’oggi è il più importante, ossia quello Alba-Torino (attuale Via Cavour).E’ probabile che il primo uso che si fece dell’immobile fu  quello (ovvio, vista la vicinanza con la porta di accesso all’abitato) di antico stallaggio-osteria. Le scritte, che lentamente sono tornate in luce occhieggiando sulla facciata di Via Cavour, sembrano proprio voler confermare questa tesi. – Successivamente, la destinazione d’uso del nostro immobile muta. Alla fine dell’Ottocento si era infatti formata una nuova classe dirigente, composta dai possidenti a cui si era affiancata una nuova piccola borghesia del commercio e delle professioni, la destinazione d’uso del nostro immobile muta. Nel 1881 viene costituita a Montà la “Società agricolo-operaia” che sancisce nella prosastica denominazione la nuova articolazione del blocco di potere. Poiché il Municipio, il peso, l’osteria e le principali botteghe avevano preso posto nell’attuale Piazza San Michele (dove già campeggiava l’esistente chiesa dedicata proprio al citato Santo), nessuna sede più comoda poteva essere scelta se non quella del nostro edificio, al quale mai è mancato il requisito della centralità.- All’inizio del ‘900 si affaccia una nuova destinazione, quella civile (attuale). L’opera pubblica che tiene banco per tutti gli anni ’80 dell’Ottocento è la costruzione del Palazzo delle Scuole. Un’opera importante, che connota il centro storico e segna una fase nuova nell’architettura locale pubblica e privata e che si conclude solo il 14 aprile 1891. Il nostro fabbricato è prossimo (70 mt circa) anche a questo manufatto imponente ed elegante, pertanto ben presto viene scelto come dimora delle maestre elementari, che insegnavano nel Paese. A quei tempi le Insegnanti erano figure importanti, in un contesto sociale contadino come quello montatese. Probabilmente, proprio per onorare la loro presenza e sulla scia delle prime preoccupazioni estetiche che fanno capolino in seguito all’esecuzione del fabbricato scolastico, il nostro edificio acquisisce quel piglio composto, austero ma al contempo elegante che tutt’ora lo contraddistingue. Impossibile infatti non notarne la regolarità delle proporzioni e la sobrietà nel gioco dei pieni e dei vuoti. Ma è all’interno che si arricchisce di raffinatezze insolite se paragonate alla semplicità delle costruzioni rurali del Paese. Per di più, sui balconi, vengono eseguiti i wc, oggi considerati superfetazioni deturpanti, un tempo simbolo di comodità e distinzione. – Per vicende alterne l’immobile è divenuto proprietà del Signor Marchisio che con la coscienza di chi ha in mano un piccolo pezzo di storia del proprio Paese, intende ora proporre un recupero rispettoso.

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